Questo tutorial e basato sulla guida che trovare a questo indirizzo, qui modifico la parte dell’installazione per debian/ubuntu..
Andremo a vedere come creare immagini HDR partendo da alcuni scatti dello stesso paseaggio/oggetto con esposizione diversa.
Le immagini HDR si utilizzano per creare delle immagini, che visualizzate nello schermo di un computer, siano il più possibile vicine al reale quantitativo di luminosità presente in una determinata scena.
Detto questo dobbiamo munirci di:
- una macchina fotografica digitale
- un cavalletto sul quale posizionare la macchina
- un panorama o una scena da immortalare
- un po di pazienza per effettuare scatti della scena con esposizione diversa
Dopo aver scattato le foto è necessario scaricarle nel proprio computer e installare il necessario per dare inizio al processo di elaborazione.
Quanto andrò a descrivere è stato realizzato su una macchina che monta come sistema operativo openSUSE 11 con Desktop Manager KDE.
Il programma che ci semplificherà il processo di creazione dell’immagine HDR è Qtpfsgui, un tool che in semplici passi ci permetterà di creare veri e propri capolavori.
Installazione (debian/ubuntu).
l’installazione è veramente semplice, Qtpfsgui, lo troviamo nei repository della nostra distribuzione, quindi non ci resta che digitare da terminale
sudo apt-get install qtpfsgui
Una volta installato lotroviamo in grafica > qtpfsgui
Aprendolo il programma presenterà a noi con questa semplicissima finestra:

Occorre fare un passo indietro in quanto abbiamo detto che per creare un’immagine HDR necessitano alune foto dello stesso paesaggio/oggetto (minimo 3) che abbiano come differenza un unico particolare: l’esposizione.
Per questo tutorial abbiamo utilizzato un set di foto che ci sono state fornite da un utente , nonchè amico, che ci segue assiduamente. Un ringraziamento speciale va infatti a Walter per la sua disponibilità e per la professionalità dimostrata.

Consiglio di utilizzare foto di alta qualità, di non comprimerle, di non ridurre la qualità prima di utilizzarle in quanto potrebbero perdere dati importanti per la realizzazione di una buona immagine HDR.
Torniamo all’interfaccia del programma e carichiamo le imagini –>New Hdr.. Selezioniamo il set di immagini che saranno oggetto della nostra trasformazione Le fotografie verrano caricate e se le immagini contengono tutti i dati Qtpfsgui provvederà a rilevare l’esposizione. Vedi immagine.

Come è possiibile vedere, dall’immagine postata sopra il programma, rileva automaticamente i valori di esposizione delle varie foto alla voce “Exposure“. Se ciò non dovesse accadere è possibile settarli manualmente. Per evitare quest’ultimo inconveniente è importante non comprimere le immagini per evitare che i dati incorporati nella foto vengano persi.
Lo step successivo riguarda l’allineamento delle immagini aggiunte.
Vi consiglio di utilizzare l’allineamento automatico spuntando la voce “Auto Align Images” e di selezionare il metodo “hugin’s align_image_stack“.
In questo modo le immagini verranno automaticamente allineate e non avremo brutte sorprese alla fine del percorso di creazione. Il processo può risultare abbastanza lungo; dipende dal numero di immagini e dalla loro qualità. Una volta settati i parametri clicchiamo sul pulsante “Next”.
Questa la prossima finestra con cui avremo a che fare:
Dopo una serie di tentativi sono giunto alla conclusione che la cosa migliore da fare (in questo caso) è lasciare inalterate le impostazioni di default e di proseguire cliccando sul tasto “Next”. Questo vale anche per la finestra successiva.

Clicchiamo su “Finish.”
La prossima schermata (rappresentata dall’immagine sottostante) rappresenta la parte più importante del percorso.
Potremmo cambiare i valori di gamma ma sopratutto potremmo intervenire sui valori di Tonemapping. Il tonemapping è il processo per visualizzare la foto HDR su uno schermo normale, che possiede un range limitato. Un passaggio di estrema importanza, che determinerà il risultato finale.
Clicchiamo su “Tonemap the Hdr“.
A seconda di come imposteremo i parametri presenti nella finestra, alla quale accederemo dopo aver cliccato sul pulsante “Tonemap the Hdr“, otterremo un risultato differente.
Cliccando su “Apply” otterremo la prima immagine Hdr in formato 256×192. Per comodità possiamo utilizzare questo formato (256×192) per visualizzare in anteprima ma sopratutto in tempi brevi quello che sarà il risultato del nostro lavoro. Una volta ottenuto l’effetto desiderato cambiamo il formato dell’immagine selezionando quello che riteniamo più opportuno. La dimensione massima dell’Hdr sarà pari alla dimensione delle immagini utilizzate.
Clicchiamo su “Apply“.
L’immagine sulla sinistra rappresenta il risultato finale con le impostazioni di default. Modificando i parametri che il programma ci mette a disposizione avremo come risultato imamgini completamente diverse; utilizziamo una dimensione di output pari a (256×192), interveniamo sui valori disponibili, applichiamo i cambiamenti a ogni modifica fino a raggiungere il risultato voluto.
A questo punto interveniamo sulle dimensioni e salviamo l’immagine che sarà la nostra immagine HDR.
A mio avviso per ottenere qualcosa di particolare dobbiamo intervenire su certi parametri.
Ovviamente se il tutto è accompagnato da una buona dose di pazienza riusciremo sicuramente ad ottenere una foto ad effetto.
Il miglior risultato in questo caso l’ho ottenuto midificando i seguenti parametri:
- Spuntando “Contrast Equalization” nella linguetta “Mantiuk”
- Spuntando “Old Fatal pre (1.8.4)” nella linguetta “Fattal“. Modificando il valore a 1.50 alla voce “Colour Saturation”
Il risultato in questo caso sarà:
L’immagine originale era bellissima ma il fascino dell’Hdr riesce a dare un tocco magico a qualsiasi foto.
Come ho detto in precedenza molto dipende da noi e dalla capacità di combinare le opzioni e i valori che il programa ci mette a disposizione.
Un ringraziamento speciale va a Walter che ci ha fornito il materiale con la quale siamo riusciti a produrre un’immagine così ad effetto.
In definitiva possiamo dire che ottenere un buon risultato con Qtpfsgui non è un’impresa difficile, alla portata di tutti e con semplici click.
L’open source ancora una volta ha fatto centro.
Modificando altre impostazioni arriveremo a quello che considero il mio miglior risultato:
A voi l’ultima parola.





Ciao, il programma è ottimo. Ma se guardi bene, non puoi modificare i parametri di linguette diverse. Esse non si miscelano al momento in cui clicchi “Applica”. Puoi solo impostare una alla volta e vedere il risultato ottenuto.
Puoi pero eventualmente salvare più risultati e fondendoli insieme utilizzando altri SW (Gimp, PS, ecc…).