1st Settembre 2008, 10:40 am
Sono sempre stato incuriosito dalla possibilità di uso non convenzionale della mia webcam. Onestamente da quando l’ho acquistata quasi un anno fa l’avrò usata al massimo in 3 o 4 occasioni. Così, mi sono detto che forse era il caso di usare la webcam per un uso diverso dalle videochiamate e visto che mi trovo spesso a stare lontano dal mio desktop che resta acceso anche in mia assenza, non è del tutto sbagliata l’idea di videosorvegliarlo. Ovviamente con Linux si può fare TUTTO, anche l’inimmaginabile… basta un po’ di tempo ed un po’ di esperienza ed il gioco è fatto. Oggi si parla di Motion, software capace di rilevare movimenti in una fonte video (quale una webcam) e registarli in file video ed immagini.
Lo so, siete in molti a conoscere Motion. Ma, da quanto ho visto in giro per la rete, non esistono guide in italiano che ne spieghino in maniera esaustiva l’uso e la configurazione. Ecco perchè ho deciso di scrivere qualche parola in tal proposito.
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26th Luglio 2008, 03:17 pm

Una caratteristica presente nella versione 3 di Firefox è quella di effettuare in automatico un controllo antivirus sui file che si stanno scaricando. Questa possibilità rende, senza dubbio, il popolare browser di Mozilla più sicuro. A volte, però, potrebbe essere anche la causa di forti rallentamenti, blocchi o addirittura crash del nostro browser.
Firefox non ha mai trascurato l’aspetto della sicurezza per i propri utenti e proprio per salvaguardarli Mozilla ha introdotto nella versione per Windows del suo browser la possibilità di effettuare un controllo antivirus automatico sui file che l’utente sta scaricando, il tutto qualora sul computer dell’utente sia installato un antivirus.
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22nd Luglio 2008, 04:45 pm
Durante l’installazione di Linux ci si ritrova a dover fare delle scelte importanti: come dividere lo spazio tra le varie partizioni, quanto spazio lasciare alla home, quanto a /usr … io solitamente metto tutto nella stessa partizione, in modo da poterla sfruttare al meglio, ma se si riempie come aggiungervi spazio?
Due strade ci si propongono: la prima, un po’ rischiosa, è quella di ridimensionare le partizioni con tool come parted (o il commerciale, ma ottimo, Partition Magic), l’altra è utilizzare un sistema di partizioni logiche che astragga l’hardware dei dischi fissi in qualche contenitore che, appunto in modo dinamico, possa essere dimensionato a piacere.
Dicevo rischioso, il primo metodo in quanto è fortemente consigliato un backup, e che puo’ portare (seppur collaudato) al danneggiamento dei dati o delle partizioni (purtroppo è successo anche a me).
Del secondo ci occuperemo in questa guida.
Terminologia di LVM2
LVM è un sistema per astrarre i device fisici (l’hardware, i dischi fissi) che solitamente uno vede come /dev/hda, /dev/hdb… in dischi virtuali. Un disco virtuale puo’ essere costituito da una sola partizione logica, o da N partizioni (anche su dischi diversi). Il tutto è gestito in modo dinamico: se c’è sufficente spazio vuoto nel set di dischi un disco fisico puo’ essere tolto dal volume logico o aggiunto.
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13th Luglio 2008, 05:44 pm
Debsecan è uno strumento open source a riga di comando scritto in Python da Florian Weimer, per generare la lista delle vulnerabilità che potenzialmente possono affliggere sia una particolare installazione Debian (Woody, Sarge, Etch, Lenny e Sid), che Ubuntu (a partire dalla Dapper Drake 6.06). Il funzionamento è relativamente semplice; interrogando il database dpkg viene prelevata la lista dei pacchetti installati, con relativo numero di versione, per essere confrontata con il database delle vulnerabilità mantenuto dal Debian Testing Security Team.
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7th Luglio 2008, 12:13 pm
I sistemi GNU/Linux sono sistemi sicuri per definizione. Di certo non ho bisogno di installare antivirus o anti-spyware sulla mia Ubuntu box.
Però negli ultimi tempi sono stati creati dei nuovi tipi di malware: i rootkit.
Cosa sono? Vediamo da wikipedia:
Un rootkit è un software o un insieme di software in grado di ottenere il controllo di un computer da locale o da remoto in maniera nascosta, ossia non rilevabile dai più comuni strumenti di amministrazione e controllo. I rootkit vengono tipicamente usati per nascondere delle backdoor. Negli ultimi anni, tuttavia, s’è molto diffusa la pratica tra i creatori di malware di utilizzare rootkit per rendere più difficile la rilevazione di particolari trojan e spyware, indipendentemente dalla presenza in essi di funzioni di backdoor.
I più comuni rootkit fanno uso di moduli del kernel o librerie su sistemi Unix, e DLL e driver per quelli Windows.
Ricorderete forse uno dei primi rootkit scoperti: lo scandalo sony.
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